Insensocontrario
Il cammino come via di cambiamento è un’esperienza sempre più diffusa e il numero di minori e adulti, che accettano di percorrere lunghi Cammini all’interno del percorso penale, è in crescita. Un’esperienza già consolidata in diversi paesi europei come Belgio e Francia e che si sta radicando anche in Italia. Questo grazie ad alcune realtà come l’Associazione Lunghi Cammini ODV di Venezia e Setting in Cammino onlus di Roma che collaborano con le istituzioni realizzando progetti educativi basati sui percorsi.
Un viaggio pieno di meravigliosi attimi: dagli incontri al dormire insieme, alla condivisione di spazi ma anche di ostacoli e momenti di sconforto con dinamiche interpersonali (e sentimentali) tutte da imparare o reimparare.
Un cammino verso la conoscenza, nonché un gesto liberatorio ancor più per chi vive una quotidianità limitata in un contesto marginale e deprivato.
Il Cammino diventa così un dissodare un campo per piantare il seme del cambiamento e di nuove prospettive, curandone anche il reiserimento sociale.
Il progetto “Cammino libera tutti”, prendendo spunto da esperienze già consolidate, intende allinearsi in questo percorso di ricerca personale, spingendosi oltre il pregiudizio e i luoghi comuni per dimostrare quanto far parte di una comunità possa essere efficace per l’autostima e per la definizione di nuovi obiettivi.
Scegliere di seguire la Via Francigena in senso contrario rispetto alla pratica usuale porta con sé una serie di elementi emotivi da non sottovalutare. La scelta di tornare verso casa ha una valenza sentimentale molto forte: il ritorno alla comfort zone e sentirsi diversi, con nuove consapevolezze e altri obiettivi, è sicuramente un aspetto intenso e destabilizzante per chi lo vive. Il senso contrario è anche la dimostrazione di un viaggio personale che si fa in solitudine, gli altri pellegrini in cammino vi possono entrare solo per un breve istante per poi andarsene lasciando ai partecipanti il piacere dell’incontro. Sono come raggi di sole in una giornata nuvolosa, riscaldano l’anima per poi proseguire.
Il senso contrario è anche quello che simbolicamente rappresenta la vita dei partecipanti al nostro cammino, ideologicamente si identifica come qualcosa di sbagliato, di fuori, di andare contro. Un percorso che concettualmente impone una riflessione sulle strutture e dinamiche che hanno portato a determinate scelte analizzandole attraverso un nuovo punto di vista, dove non esiste una scorciatoia.
Roberta Gallina
